Calgary Canada, 20 giugno 2000
ARACNOFILIA: Il pubblico italiano non capisce
i possessori di animali esotici e pensa che allevare ragni sia
una passione folle, per persone pazze...
S.A.SCHULTZ: Dal punto di vista del grande pubblico, è
vero, allevare tarantole è una pazzia. Ma cinquant'anni
fa lo era altrettanto volare su un aeroplano. I tempi cambiano,
e così la gente. E talvolta in meglio. Fortunatamente quelli
che si sono irrigiditi senza scampo sono morti di vecchiaia prima
di fare troppi danni
ARACNOFILIA: Comunque il numero dei visitatori
del nostro sito sta crescendo giorno dopo giorno. Molti di loro
sembrano essere sinceramente interessati all'allevamento amatoriale
delle tarantole. Come spiega questo interesse per gli aracnidi?
SCHULTZ: Probabilmente la gente si è stancata degli
animali domestici consueti e sta cercando di esplorare nuove alternative
all'animale da compagnia. Man mano che il pubblico diviene più
educato e le tradizionali costrizioni sul loro comportamento e
interessi si stanno facendo più deboli, si cercano nuove
attività, quali potrebbero essere l'arrampicata libera,
il paracadutismo e, perchè no, l'aracnologia amatoriale.
ARACNOFILIA: Come possiamo incoraggiarli?
S.A.SCHULTZ: Ogni qualvolta sia possibile, i membri della
vostra associazione potrebbero parlare di aracnidi in generale
e in particolare delle tarantole. Si potrebbero inoltre offrire
seminari gratuiti presso le scuole, allestire stand dimostrativi
con i propri animali nei luoghi pubblici, nonchè proporsi
a gruppi di esploratori. Eventualmente i media (giornali, radio
e televisioni) potrebbero essere interessati e quindi mandare
degli inviati presso i membri particolarmente esperti per interviste
e servizi fotografici. Gli associati, dovranno a loro volta fare
in modo di presentare le loro tarantole nel miglior modo posibile.
E' un lungo e a volte faticoso processo ma l'atteggiamento del
pubblico alla fine cambierà.
ARACNOFILIA: Taluni ci incolpano di strappare
le tarantole dal proprio ambiente naturale impoverendo l'eco-sistema
di provenienza, perchè credono che esse siano escusivamente
importate da paesi stranieri . Pensa che sia possibile conciliare
l'amore per la natura con questa entomologia "privata"?
S.A.SCHULTZ: E' una questione di scarsa educazione da parte
dei militanti alla vecchia maniera. Sfortunatamente questi ultimi
hanno malinformato sia il pubblico che i nostri governi, frammentando
in questo modo la sopravvivenza della vita allo stato selvaggio
e il nostro interesse per essa. La loro filosofia di fondo vuole
che si lascino piante e animali nel loro habitat nativo, dove
vivranno per sempre in "beata armonia" con il loro ambiente.
Ci sono tre serie obiezioni da fare a una teoria di questo tipo:
1) la maggior parte di queste stesse persone ha un concetto estremamente
vago di cosa l'ambiente sia in realtà, e certamente non
sono in grado di dare una corretta definizione al significato
del termine. Dunque non hanno una chiara idea di quale causa stiano
perorando o contro cosa stiano combattendo; 2) a causa dell'attuale
tasso al quale l'habitat viene distrutto (e usiamo il termine
eufemistico "sviluppo") la maggior parte degli animali
in pericolo di estinzione o comunque minacciati sparirà
comunque, indipendentemente da quanti siano stati portati all'estero.
Allontanare alcuni di questi animali dal loro habitat naturale
in ultima istanza non avrà alcun effetto sulla sopravvivenza
della loro popolazione allo stato selvaggio; 3) in cattività,
la maggior parte di queste creature avrà una maggiore possibilità
di sopravvivenza, possibilità inesistente qualora essi
siano lasciati sterminare allo stato selvaggio. Questo è
successo già con i criceti della Siria, i chinchillà
del Perù, i pitoni burmesi, il pesce-perla dell'Argentina
e molte altre specie... Se portata avanti sotto controllo, l'esportazione
di animali, sarà utile ad accrescere il numero di esemplari
allo stato selvaggio. E' quello che è successo al cervo
dalla coda bianca e dal pesce persico ne nord America, per citare
degli esempi.
ARACNOFILIA: Che importanza pensa possa essere
data a organizzazioni di appassionati come la nostra e molte altre
sparse per il mondo?
S.A.SCHULTZ: Questi gruppi servono come punto di partenza
per l'apprendimento e l'educazione dell'uomo "comune".
Essi si pongono a meta strada tra l'altezzoso e spesso inarrivabile
arachnologo professionista e "l'uomo della strada".
ARACNOFILIA: Lei sinceramentre pensa che siamo
utili al mondo dell'aracnologia? E come sarà possibile
incrementare questo rapporto?
S.A.SCHULTZ: Sicuramente. Con l'educazione e un po di "pubbliche
relazioni" in favore degli aracnidi in generale e in particolare
proprio dei ragni.
ARACNOFILIA: Molti genitori ci scrivono chiedendoci
di dissuadere i loro bambini dall'allevare dei ragni come compagni
di gioco, perchè sono convinti che i ragni siano animali
troppo pericolosi...
S.A.SCHULTZ: Ovviamente queste persone hanno bisogno di essere
introdotte seriamente al mondo delle tarantole da qualcuno che
conosca la loro natura e che possa andar loro incontro in modo
conveniente. Quando un genitore contatta la vostra organizzazione,
qualcuno dovrebbe invitarli preso le vostre case e mostrare ciò
che le tarantole sono in realtà. La filosofia è:
"se dovere opporvi a qualcosa, cercate almeno di sapere esattamente
di cosa si tratta."
ARACNOFILIA: Il nostro stuff, mentre stava
navigando nei siti riguardanti le tarantole, ha trovato una ragazzina
che possiede venti tarantole e questo particolarissimo sito è
sponsorizzato nientemeno che dal locale dipartimento di polizia.
Cosa ne pensa?
S.A.SCHULTZ: Grande notizia. Finalmente il pubblico comincia
ad aprire gli occhi. Abbiamo grande bisogno di iniziative come
questa.