L'orrido teatrino dell'ignoranza.
Riflessioni su quando per far audience è lecito torturare gli animali.


Non è possibile non indignarsi per quanto di violento e assurdo siamo stati costretti a vedere durante il programma La Talpa in onda il 20 febbraio 2004 su Rai 2.

Senza pronunciarsi sulla valenza culturale del programma in questione, ennesima narcotica variazione del Grande Fratello, la monotonia dei contenuti ha evidentemente condotto gli autori alla rovinosa decisione di mettere in scena inconcepibili prove di abilità per i partecipanti. Finché tali pagliacciate sono innocue, possono anche essere tollerate dal pubblico sonnecchiante, ma non si può non sobbalzare sulla sedia se diventano violente nei confronti di chi non si può difendere, in particolare torturando e uccidendo animali indifesi.

La prova di abilità a cui ci riferiamo consisteva nella "terrificante" esperienza di rimanere sdraiati dentro una sorta di teca mentre un gongolante Guido Baratta “gettava” loro addosso decine di mostruose tarantole.

Durante questa agghiacciante sceneggiata il presentatore si è sbilanciato in affermazioni tragicomiche, osservando come le grosse tarantole messicane (che in realtà erano migali cilene, quasi sicuramente del genere Grammostola), chiuse dentro lo stesso ambiente, sarebbero presto diventate aggressive arrivando anche a mordere il concorrente. Brividi sulla schiena per il pubblico incollato al teleschermo.
I ragni, mantenuti in piccoli contenitori in plastica, senza substrato, venivano letteralmente “scaraventati” da un'altezza di circa 1-1,5m schiantandosi inevitabilmente sul pavimento del terrario. Sappiamo bene che una caduta da mezzo metro per quel genere di ragni provoca la frantumazione dei loro fragili arti e l’esplosione dell’addome con conseguenze spesso mortali!
Alcune avevano ancora la forza di muoversi per tentare di scappare dalla giostrina del terrore, altre, la maggior parte, giacevano moribonde a pancia all’aria senza avere più le forze per rivoltasi.
Moltissime poi, sono state gettate nel terrario già morte per via delle impietose condizioni in cui sono state tenute. Lo stesso Bagatta aveva infatti confermato che la temperatura era altissima e i poveri ragni probabilmente erano ore che stavano al sole cocente, finendo per morire disidratate nei contenitori di plastica che al sole possono diventare – in pochi minuti – dei veri e propri forni crematori.
Alla fine, dopo l’estrazione del coraggiosissimo concorrente (ovviamente incolume) si è vista la raccapricciante scena di decine di ragni morti a formare una specie di tappeto dell’orrore. Ma oltre al danno la beffa! Guido Baratta, evidentemente conscio della sciagura che si era consumata sotto le telecamere, tentava di nascondere il disastro avvertendo il concorrente di stare attento perché aveva un ragno sotto la scarpa! Vergognoso…

Sotto i nostri occhi increduli, la prova di coraggio-farsa si chiudeva con i concorrenti, che ribadivano la loro forza e virilità percuotendosi il petto a mo’ di gorilla.

Questa mattina abbiamo protestato durante la trasmissione radiofonica "SOS Ambiente" in collaborazione col WWF Italia in onda su RTL 102.5 alle 8:00. Lo stesso presidente Fulco Pratesi si è scandalizzato per l'orrendo uso che spesso si fa in TV o nel cinema di animali –molto spesso protetti- che spesso vengono maltrattati e uccisi.

Ci chiediamo cosa ne pensi della trasmissione RAI (televisione pubblica) il Governo che poco tempo fa ha promulgato una Legge proprio sugli aracnidi pericolosi. Assolutamente inadeguato a decidere in materia (e come avrebbe potuto, visto che nessuna università, centro antiveleni, associazione naturalista è stata interpellata in merito) si è dovuto aggrappare al concetto di "presunto allarme sociale” che il concetto “aracnidi mortali” sa suscitare, optando, a scanso di equivoci, per una decretazione d’urgenza al fine di frenare questi mostri pronti a ghermire l’immaginario collettivo degli ignari italiani.
La Legge 213/2003 non ci ha effettivamente protetti, ma ha fatto si che la maggior parte di coloro che avevano un ragno o scorpione esotico in casa, lo abbia verosimilmente liberato nel prato a qualche chilometro dalla propria abitazione, anziché andare in Prefettura a fare regolare denuncia e rischiare chissà quali sanzioni. Meno male che questi animali sono in realtà praticamente innocui e – per vie delle condizioni ambientali avverse – saranno morti di stenti in poco tempo.

Chi crea dunque allarme sociale? Ma soprattutto, chi dobbiamo proteggere da cosa?

Speriamo solo che presto chi di dovere voglia prendere posizione – definitiva – su chi maltratta gli animali ai fini dello spettacolo. Perché è un obbligo morale difendere gli animali e – facendo ciò - difendere noi stessi. Infatti chi insegnerà al ragazzino che ha seguito la trasmissione che i ragni non sono animali schifosi, degni solo di morire schiacciati sotto la scarpa?
E’ triste un mondo in cui, nascondendosi sapientemente dietro l’ignoranza, si semina violenza. Perchè il raccolto sarà solo e sempre violenza...

Stefano Capannini
Moderatore e responsabile relazioni con l'estero

La Legge è uguale per tutti (quelli che la rispettano)


Purtroppo, come potete vedere leggendo qui, RAI 2 e la produzione di "La Talpa" non sono nuove a queste indegne azioni di violenza contro gli animali.
E' davvero vergognoso che il servizio televisivo nazionale si presti a simili esempi di inciviltà.
Mi fa pensare tante volte che siamo soli, amici. Viviamo in un tempo di profonda decadenza e il nostro bel mondo, costruito con tanto sacrificio, sembra che stia franando dentro a se stesso nel solco dell'ignoranza a cui - giorno dopo giorno - ci abituano i media... tanto ci sono Grandi Fratelli, telefonini, vestiti firmati, etc.. che stanno li a consolarci e ad anestetizzare quel senso di inadeguatezza che - in fondo - ci perseguita ogni giorno.

La Legge è uguale per tutti, in Italia? Va bene, così sia. Noi ci siamo adeguati alla Legge 213/2003 (legge che ha meno di un anno!!), registrando i nostri adorati animali presso le Prefetture. Viene però da chiedersi cosa ne pensi il Legislatore (e chi le Leggi dovrebbe farle rispettare) della validità (è ancora valido, mi pare...) di quell'articolo 727 Codice penale italiano:

Chiunque incrudelisce verso animali o li sottopone a strazio o sevizie o comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche ovvero li adopera in giuochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura, valutata secondo le loro caratteristiche anche etologiche o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l`ammenda da lire 2 milioni a lire 10 milioni.
La pena è aumentata (c.p.64) se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quale modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell`allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell`animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza (c.p.36) e la confisca (c.p.240) degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Nel caso di recidiva (c.p.99) la condanna comporta l`interdizione dall`esercizio dell`attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo (c.p.30).
Chiunque organizza o partecipa a spettacoli o manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali è punito con l`ammenda da lire 2 milioni a lire 10 milioni. La condanna comporta la sospensione (c.p.35) per almeno tre mesi della licenza inerente l`attività commerciale o di servizio e, in caso di morte degli animali o di recidiva, l`interdizione (c.p.30) dall`esercizio dell`attività svolta.
Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all`esercizio di scommesse clandestine la pena è aumentata della metà e la condanna comporta la sospensione (35) della licenza di attività commerciale, di trasporto o di allevamento per almeno dodici mesi.

E tutto li... nero su bianco. Evviva l'Italia. Tiramo un sospiro di sollievo amici aracnofili. Noi siamo migliori di loro!

Matteo Grotto
presidente


 
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