Seta
e ragnatele
di Francesco Mori |
Gli artropodi sono l'unico phylum a produrre "seta".
Una "seta" può essere definita come una catena
proteica ripetuta che è secreta all'interno dell'animale sotto
forma liquida e che si trasforma in forma solida dopo che è stata
espulsa all'esterno. Il parente più prossimo alla seta prodotto
dai vertebrati è il collagene con cui condivide somiglianze strutturali,
sebbene il collagene non assuma forma liquida.
(Craig, Catherine. 1997. Evolution of Arthropod Silks. Annual
Review of Entomology. vol 42: 231-67).
Composizione chimica
Le sete (setae in latino) sono composte per circa il 50% della
loro struttura da una catena proteinica polimerizata chiamata fibroine.
A loro volta le proteine polimerizzate sono formate da aminoacidi, principalmente
glicina, alanina e serina, ma ciascun tipo di tela ha la propria struttura
aminoacidica (si ricordi che gli aminoacidi sono i componenti delle
proteine, pertanto le sete non sono altro che proteine). La restante
parte delle sete è composta da pirolidina, potassio idrogeno
fosfato e potassio nitrato. La prima ha proprietà fortemente
igroscopiche, il potassio idrogeno fosfato abbassa il pH della tela
ad un livello acido e il potassio nitrato è un forte antibatterico
(grazie a queste tre componenti la ragnatela, pur essendo proteica,
non viene attaccata da batteri e funghi).
Le sete possono essere distinte in tre differenti conformazioni: alfa-elicoidale,
beta-parallelo, beta-cross.
A. Le sete alfa-elicoidali
sono quelle che presentano vincoli idrogenici all'interno della catena
aminoacidica. Nel mondo degli artropodi questo tipo di sete sono secrete
dagli imenotteri (le api) per rafforzare le strutturre del favo e dalle
larve di siphonaptera (pulci) per la costruzione di nidi protettivi.
Tale tipo di secrezione generalmente non è utilizzata dai ragni
dal momento che questi hanno bisogno di un maggior controllo della conformazione
finale dell'intelaiatura. Si ritiene, tuttavia, che alcuni tipi di ragno
utilizzino le sete alfa-elicoidali quando lanciano la propria tela sulle
prede, ma nessun ragno utilizza solamente questa conformazione.
B. Le sete beta-parallele
hanno legami idrogenici tra le catene aminoacidiche e sono la forma
dominante nelle tele prodotte dai ragni. La struttura beta-parallela
è ottenuta al momento della "filatura" della seta da
parte del ragno, pertanto la sequenza aminoacidica non è l'unico
fattore decisivo in tale conformazione. Tra gli insetti solo alcuni
lepidotteri (bruchi e falene) utilizzano questa struttura e solo per
formare il proprio cocoon (bozzolo).
C. Le sete beta-cross
sono simili alla precedente conformazione, l'unica differenza sta nel
fatto che sono organizzate perpendicolarmente all'asse della seta e
non parallelamente (come nelle beta-parallele). Insetti quali i curculionidi
fanno uso di tale conformazione. Questa non è utilizzata dai
ragni dal momento che le beta-parallele sono maggiormente elastiche
e necessitano di una minore quantità di proteine per essere prodotte.
(Craig, Catherine. 1997. Evolution of Arthropod Silks. Annual
Review of Entomology. vol 42: 231-67).
Produzione della seta nei ragni
La produzione delle sete è deputata ad alcune ghiandole presenti
all'interno dell'opistosoma dei ragni. Sono conosciuti sette tipi diversi
di ghiandole, ma ciascun subordine di ragni possiede solo alcune di
esse, mai tutte e sette. La glandula aggregata produce il materiale
colloso. le altre sei sono di seguito riportate.
Le Glandulae Ampulleceae major e minor sono utilizzate
per secernere le sete componenti tele su cui alcuni ragni camminano.
Le Glandulae Pyriformes sono utilizzate per la produzione di
sete componenti le tele sospese. Le Glandulae Aciniformes secernono
sete per l'incapsulamento della preda. Le Glandulae Tubiliformes
producono tela per la formazione del cocoon. Le Glandulae Coronatae
servono alla produzione di ragnatele adesive.
Di norma ciascun ragno possiede tre paia di filiere, ma ci sono alcuni
ragni che ne hanno solo un paio mentre altri arrivano a quattro. Ciascuna
filiera ha una propria funzione. Esse sono collegati con le ghiandole
da dotti molto sottili. Il numero dei dotti varia da due a cinquantamila.
Quando la seta è espulsa dal corpo del ragno subisce un processo
di polimerizzazione (solidificazione, ossia passa dallo stato liquido
a quello solido), la cui origine non è ancora ben chiara.
La massa molecolare della proteina non solidificata è pari a
30.000 dalton, mentre la proteina polimerizzata ha una massa molecolare
di circa 300.000 dalton.
Dimensioni e robustezza della tela
Il diametro medio di un filo componente una tela circolare è
circa 0,15 micron, sebbene la più sottile seta conosciuta è
pari a 0,02 micron. L'occhio umano è in grado di vedere oggetti,
a una distanza di 10 centimetri, che abbiano una misura almeno pari
a 25 micron. Possiamo vedere le ragnatele solo grazie al riflesso di
del sole sulle sete.
La robustezza (forza) di ciascun materiale è misurata in un'unità
di misura chiamata dernier (1 dernier = 1 grammo per 9000 metri). La
seta di un ragno ha una robustezza che va da cinque a otto dernier.
Ciò significa che una seta di ragno si spezza sotto il proprio
peso se ha una lunghezza che, a seconda della specie che l'ha tessuta,
va da 45 a 72 chilometri. Materiali con una simile caratteristica sono
nylon e vetro (il ferro ha un dernier pari circa a tre).
Elasticità della tela
La tela del ragno è molto elastica, ad esempio quella di 'Araneus
diadematus può essere allungata del 30-40% prima che si
spezzi. L'acciaio può essere allungato solo dell'8% prima della
rottura e il nylon del 20%. Il record di allungamento, tuttavia, appartiene
a Stegodyphus sarasinorum la cui seta può essere allungata
fino a 20 volte la dimensione originale.
Ragni Cribellati ed Non cribellati (E-cribellati).
Attraverso l'analisi delle loro tele, i ragni possono essere distinti
in due gruppi: i Cribellati ed i E-cribellati.
Fino ad ora si è parlato dei ragni Non-cribellati, passiamo ora
ai Cribellati.
I Cribellati tessono la propria tela utilizzando un pettine, chiamato
calmistrato, posizionato sul tarso o metatarso del quarto paio di zampe
e un ulteriore organo di filatura, detto cribellum, posizionato
di fronte alle filiere, avente la forma di una lamina trasparente.
Il pettine tira la seta fuori dal cribellum, combinandola in
una struttura lanosa. La seta pettinata è composta
da migliaia di sottilissimi fili rinforzati da alcuni fili più
spessi. Caratteristico è il fatto che tali sete non sono vischiose
ma gli insetti vengono lo stesso intrappolati in quanto i peli del loro
corpo rimangono incastrati tra le sottilissime sete. Le sete di maggior
spessore impediscono che l'insetto strappi la filatura.
|
|

La ragnatela
Si possono comunemente distinguere tre tipi di ragnatela: la ragnatela
a foglio, la ragnatela " a sfera" (circolare) e la ragnatela
"spaziale".
Quella meglio nota è la ragnatela "a sfera"
(orb web in inglese). Nella costruzione di tale tipo di ragnatela, il
momento più problematico è la disposizione del primo filo.
Questo deve essere orizzontale e deve sostenere il peso di tutta la
ragnatela. In questo primo passo il ragno fa uso del vento e di un po'
di fortuna (si ricordi che la seta non è mai espulsa a forza
dal ragno, ma viene tessuta). L'aracnide affida al vento un estremo
del filo (in questo caso adesivo) mentre continua a tessere l'altro
capo. Se tale filo, grazie al vento, giunge ad attaccarsi su un posto
adeguato il gioco è fatto. A questo punto il ragno cammina sul
primo filo rafforzandolo con un secondo. Tale operazione è ripetuta
fino a che il sostegno della ragnatela non è sufficientemente
forte. A questo punto il ragno si posiziona a circa metà del
filo (archifilo), cui attacca un secondo filo perpendicolare al primo.
Con questo si cala fino alla base della futura ragnatela, formando una
sorta di Y. Questi sono i primi tre raggi della rete. Ora il ragno cotruisce
ulteriori raggi. Infine, il ragno congiunge i raggi con dei fili che
costituiscono la famosa spirale, ed ecco che la ragnatela è pronta.
Reciclaggio delle ragnatele da parte
dei ragni
La produzione delle sete è assai dispendiosa, in termini di risorse,
per il ragno. Pertanto l'aracnide, al fine di limitare il dispendio
delle proprie risorse, recicla la propria tela. Dunque, il ragno, quando
la ragnatela non è più funzionale (dopo due giorni perde
la propria vischiosità) o quando è gravemente compromessa,
la utilizza come cibo, salvando, comunque, l'archifilo. Per poterla
ingerire il ragno utilizza speciali succhi gastrici che servono anche
per tagliarla.
| |
|
|
| TIPO 1: |
|
TIPO 2: |
| |
|
|
| TIPO 3: |
|
TIPO 4: |
| |
|
|
| TIPO 5: |
|
TIPO 6: |
Utilizzo delle ragnatele da parte degli
uomini
Nel corso dei secoli, gli esseri umani hanno fatto usi diversi delle
ragnatele. Gli abitanti della Polinesia usavano le sete della Nephila
nelle loro canne da pesca. Nelle Nuove Ebridi le tele erano utilizzate
come reti per trasportare le punte delle lance. In Nuova Guinea le ragnatele
servivano da copricapo in caso di pioggia.
Nel corso della prima guerra mondiale le sete di Araneus diadematus,
Zilla atrica e Argiope aurantia erano utilizzate per la costruzione
di anemometri.
Nel 1709 un francese, Bon de Saint-Hilaire, dimostrò che era
possibile fare uso delle sete di ragni nella produzione di capi di abbigliamento,
per ottenere materiale da filare venivano fatti bollire dei cocoon.
In questo modo furono prodotti guanti e calzini. Tuttavia, studi economici
di maggior respiro dimostrarono che occorrevano 1.300.000 cocoon per
ottenere un chilogrammo di seta da utilizzare a scopi industriali.
Nel luglio 1996, apparve nella prestigiosa rivista scientifica Scientific
American apparve una pubblicità della DuPont in cui si sottolineavano
gli studi condotti da scienziati pagati dalla multinazionale in cui,
utilizzando la tecnica del DNA ricombinante, si cercava di far produrre
sete simili a quelle tessute dai ragni da batteri. Il prodotto di questi
batteri sarebbe poi stato utilizzato nella produzione dei più
disparati prodotti.
|
|