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Chiavi:
1 = palpo (M) - Miller 1971
2 = epigino (F) - Miller 1971
a destra:
Hogna radiata
con preda - fotografia di E. Biggi
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| CLASSIFICAZIONE |
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Classificazione: Aracnida -
Araneae - Araneomorphae - Lycosidae
Nome scientifico: Hogna radiata (Latreille,
1817)
Nome comune: falsa tarantola, ragno lupo.
Note alla nomenclatura: precedentemente descritta
come Lycosa radiata.
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| ETOLOGIA |
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Distribuzione: corotipo Turanico-Europeo-Mediterraneo.
In Italia è comune pressoché ovunque.
Abitudini: ragno molto attivo dalle abitudini crepuscolari.
E' da considerare un ragno errante, sebbene le femmine abbiano una
tana come stabile dimora. La caccia avviene a vista, grazie alla
presenza di grandi occhi mediani posteriori, o percependo le vibrazioni
sul terreno provocate dalle prede grazie a peli sensori (tricobotri).
Predilige artropodi notturni come grilli, altri ortotteri e ragni.
Habitat: luoghi secchi, prevalentemente rocciosi.
La tana si trova in genere sotto pietre o in dimore abbandonate
da altri animali che conservano un tasso di umidità più
elevato rispetto all’ambiente esterno.
Aggressività: scarsa. H. radiata
preferisce sempre la fuga ma, se messo alle strette, può
dimostrarsi aggressivo. Il morso è discretamente doloroso.
In particolare, le femmine con ovisacco vanno maneggiate con estrema
cautela.
Rapidità di crescita: se comparata ad altri
ragni nostrani, la crescita di H. radiata è da considerarsi
lenta. Le femmine gravide depongono le uova in settembre-ottobre;
dopo i primi pasti i piccoli svernano in luoghi umidi e continuano
la crescita l’anno seguente maturando alla fine dell’estate
o svernando ulteriormente a seconda del clima e della disponibilità
di cibo. In primavera si ha la riproduzione degli esemplari maturi
e la morte progressiva degli esemplari più vecchi stremati
dall’inverno. I maschi vivono solo fino alla loro prima stagione
riproduttiva, le femmine sopravvivono per qualche mese alla deposizione
di uno o due ovisacchi. |
| DESCRIZIONE |
Descrizione: H. radiata
presenta un corpo robusto, di aspetto tozzo, con zampe massicce
e ben sviluppate, tipiche dei ragni erranti.
La livrea è verde bruno, tendente al marrone. Sull’opistosoma
sono presenti in sequenza disegni sub-triangolari scuri, più
o meno marcati a seconda della provenienza, e comunque sempre
meno evidenti di quelli presenti in Lycosa tarentula.
Il prosoma possiede tre bande chiare, due laterali e una mediana
che racchiudono due aree scure con linee radiali più chiare.
Il maschio adulto è in genere più piccolo (15-18
mm) di quello della femmina (18-25 mm) e possiede un disegno opistosomico
più marcato, con linee chiare “a lisca di pesce”.
Il corpo è più snello con zampe esili e allungate.
a
destra: Hogna radiata - fotografia
di E. Biggi
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| ALLEVAMENTO E RIPRODUZIONE |
| Allevamento:
il terrario adatto a H. radiata dovrà essere sviluppato
in orizzontale, con dimensioni di almeno 15x10x10H cm per una femmina
adulta. Il fondo va coperto con circa 3-4 cm di terriccio (es: torba),
che deve essere mantenuto mai del tutto secco. Una ottima ventilazione
è importante per impedire ristagni di aria e umidità
eccessiva. Due volte la settimana il terrario va nebulizzato in
modo che il ragno possa bere. L’acqua dovrà essere
tale da evaporare nel giro di poche ore. Pur essendo animali provenienti
da climi secchi necessitano di bere spesso, per cui, in prossimità
della tana (per cui bisogna fornire cortecce di sughero o pietre
piatte), sarebbe opportuno mantenere l’umidità del
substrato leggermente più elevata (in natura è facile
trovarli sotto le pietre, habitat in cui l’umidità
è sempre più alta che nell'ambiente circostante).
Lo svernamento a circa 10 °C è opportuno per favorire
la salute e la longevità dell'esemplare.
Difficoltà: è un ragno di semplice
allevamento. Robusto e resistente è consigliabile a chi sia
appassionato di ragni locali. Si tratta di una specie piuttosto
longeva e molto indicata per osservazioni etologiche.
Accoppiamento e riproduzione:
in primavera-estate i maschi maturi erranti vagano alla ricerca
di femmine mature che al contrario diventano in questo periodo abbastanza
sedentarie e sostano nelle loro tane. Quando un maschio avverte
la presenza di una femmina nelle vicinanze, seguendo la scia odorosa
dei feromoni da lei emessi raggiunge l’entrata della tana.
Qui ha subito inizio il rituale di corteggiamento caratterizzato
da movimenti ritmici delle zampe anteriori e dei pedipalpi, che
vengono roteati in aria e quindi usati in modo percussivo sul terreno.
Questo particolare rito, caratterizzato sia da segnali visivi che
tattili, permette alla femmina di riconoscere il maschio come conspecifico
e non come preda. L’accoppiamento è quello tipico dei
ragni più evoluti: il maschio sale sul prosoma della femmina
in posizione invertita rispetto ad essa e la feconda alternando
l’inserimento dei palpi nell’apertura genitale femminile.
La deposizione delle uova avviene dopo circa 20 giorni. L'ovisacco,
contenente un centinaio di uova (anche se talvolta sono più
numerose) viene trasportato dalla femmina tenendolo attaccato alle
filiere. Le uova si schiuderanno circa un mese più tardi
e i piccoli, appena nati, si posizioneranno sull’opistosoma
della femmina fino alla loro prima muta, dopodiché avverrà
la loro dispersione.
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| REPERIBILITA' |
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Reperibilità:
ove presente è un ragno piuttosto comune. Si trova facilmente
sotto pietre, cortecce, e in piccole buche ne terreno. I maschi
adulti e le femmine gravide si trovano spesso in estate nei prati
in cerca rispettivamente di consorte e cibo.
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| AUTORI |
Autore: Emanuele Biggi
Fotografie: Emanuele Biggi |
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