La vera tarantola, tra mito e realtà

Il nome "tarantola" deriva dalla città di Taranto; infatti le prime notizie scritte sulle tarantole provengono proprio dalle nostre parti, nel Sud dell'Europa e sono databili intorno alla fine del Quattrocento. Nelle zone meridionali della nostra penisola è infatti presente un grosso ragno peloso detto "ragno lupo" (Lycosa tarentula) le cui femmine raggiungono i quattro centimetri di lunghezza e che si credeva un tempo dotato di un micidiale veleno; in realtà tale veleno sebbene doloroso è piuttosto blando. Lo stesso ballo catartico della "tarantella" era stato ideato come rimedio popolano per chi ne avesse subito il morso.

A dire il vero una tarantola, intesa come theraphosidae esiste anche da noi, ed è l'unico genere Europeo. Si tratta di Ischnocolus, ragno piuttosto raro, presente in Europa in tre specie: I. holosericeus and I. valentinus (Spagna) e I. triangulifer (Italia).

A proposito della tarantola locale, consigliamo la lettura del bellissimo volume "Tarante, veleni e guarigioni" di R. Pepe-M. Fortuna - G. Belmonte.

Le tarantole: dalla preistoria a noi

E' dal lontano periodo Carbonifero che le taranotole popolano costantemente il nostro pianeta. Risalgono infatti a quel periodo, lontano circa 300 milioni di anni, i primi fossili di Chelicerata, sostanzialmente molto simili ai migalomorfi odierni.
Nel periodo Terziario, molte specie di tarantole facevano parte della fauna europea. Come abbiamo visto, oggi resiste da noi una sola specie. Bisogna comunque ammettere che le tarantole sono in assoluto animali efficienti dal punto di vista naturalistico. Infatti, sebbene oggi molti li chiamino "ragni preisotorici" o artropodi "molto semplici dal punto di vista evolutivo", esse hanno tranquillamente visto l'estinzione di migliaia di forme di vita, continuando a mentenere la stessa conformazione di fondo che ancora oggi le vede primeggiare nel loro ambiente naturale.



Fossile di Dipluridae, Aptian Santana Formation (c. 115 mila anni), Brazil. Museum für Naturkunde, Humboldt-Universität, Berlin; MB. 1999.3 BM A.979.
Per maggiori informazioni visitate il sito:
Mesozoic Arachnids [ENG] clicca

Alcuni ragni come il Liphistius desultor (mesotelidi, diffusi in Cina e Indonesia) è poi arrivato fino a noi, senza alcuna modificazione, dal lontano Paleozoico. Tra le sue particolarità quella di conservare ancora la segmentazione dell'addome.
 

Quando si incominciarono a colonizzare le Americhe il nome "tarantola" fu attribuito ad una impressionante e affatto omogenea quantità di ragni che assomigliavano vagamente al ragno lupo nostrano, al limite apponendo la dicitura "gigante". Nel 1705 un libro, Metamorphosos Insectorum Surinamensium, della naturalista svizzera Maria Sibylla Marian, madre dell'entomologia al femminile, mostra un paio di grossi ragni pelosi mentre mangiano un piccolo volatile, con conclusioni - i ragni giganti succhiano le uova e si cibano dei piccoli, rapiti dai nidi - alquanto discutibili. Lo studioso Count Langsdorf, nel saggio di poco posteriore Expedition into the Interior Brazil, fu tra i primi a smentire la studiosa svizzera.
Ma ancora nel 1848 il famoso naturalista Henry Walter Beates nel suo Naturalism on the River Amazons ci racconta con enfasi l'incontro con una Avicularia che, a quanto pare, aveva catturato due uccelli nella sua tela.
Bisognerà attendere la fine dell'Ottocento perché si possa tracciare una netta linea di demarcazione e le tarantole abbiano finalmente il loro genere (Theraphosidae).

Oggi sappiamo che le tarantole scientificamente dei terafosidi e sono così classificate:
classe arachnida
ordine araneae
subordine mygalomorphae
famiglia teraphosidae

Il nome che in genere noi sentiamo, per esempio "Brachypelma albopilosum", riguarda invece il genere (genus) e la specie.

Per farsi un'idea della complessità della classificazione di un nuovo membro della famiglia delle theraphosidae è possibile consultare il libro "Mygales, découverte elevage" di J.M. Verdez - F. Cheton in cui abbiamo un mirabile esempio di descrizione di una nuova specie, la Metriopelma ledezmae, scoperta e descritta nel 2000 da Fabian Vol.
Per sintetizzare, nel libro di Verdez, la cui lettura è vivamente consigliata a tutti, il classificatore approccia al problema dall'universale al particolare. Viene spiegato perché il ragno in questione appartiene indubbiamente alla famiglia theraphosidae (il ragno è orthognato quadripolmonare), quindi alla sottofamiglia theraphosinae (presenta subtegolo largo e zona di sete urticanti sulla faccia dorsale dell'addome), fino a stabilire per comparazione che non può essere altro che una Metriopelma. Infatti tra le Theraphosinae troviamo anche Theraphosa, Nandhu e Sericopelma, tutte caratterizzate da un ciuffo di setae sulla faccia retrolaterale del femore IV, assente nell'esemplare in questione. Anche il genere Neischnocolus è scartato per via della spermatica bipartita. Per cui non può che trattarsi di una Metriopelma.
A questo punto la classificazione prosegue, sempre per comparazione, all'interno del genere Metriopelma, che conta 19 specie e 1 sottospecie, diffuse tra il Messico e l'Argentina. Una volta individuate le sei specie conosciute presenti nella zona di ritrovamento, viene dimostrato da una approfondito studio delle caratteristiche morfologiche che la specie in questione è nuova e di differenzia nettamente dalle altre.
Ultimo passo è la descrizione minuziosa dell'olotipo femminile e dell'allotipo maschile e la collocazione dei due esemplari campione presso il Museo di Storia Naturale di Santa Cruz, in Bolivia.

 

FAMIGLIA "THERAPHOSIDAE" - GENERI E DIFFUSIONE

Al momento siamo in grado di classificare 104 generi di tarantole, e oltre 850 specie. L'elenco di cui sotto sarà aggiornato, ricordando che, a livello tassonomico ci sono ancora parecchie discordanze tra gli esperti, e questo porta a numerosi cambiamenti.

Per approfondimenti è consigliato riferirsi a "The World Spider Catalog", Version 3.0 redatto da Norman I. Platnick, che potrete consultare online cliccando qui.

LEGENDA:    1= Asia - 2= Americhe - 3= Africa - 4= Europa - 5=Oceania e Isole Indocinesi

 

 

 

2
Akanthopelma
2
Cyclosternum
3
Heteroscodra
2
Nhandu 
2
Reversopelma
2
Acanthoscurria
2
Cyriocosmus
3
Heterothele
2
Oligoxystre
2
Schismatothele
1
Annandaliella
5
Cyriopagopus
2
Holothele
1
Ornithoctonus
2
Schizopelma
3
Anoploscelus
2
Cyrtopholis
2
Homoeomma
5
Orphnaecus
5
Selenobrachys
2
Aphonopelma
3
Encyocrates
3
Hysterocrates 
2
Ozopactus
1-5
Selenocosmia
2
Avicularia
2
Ephebopus
2
Iracema 
2
Pachistopelma
3
Selenogyrus
3
Batesiella
2
Euathlus
2
Iridopelma
2
Pamphobeteus 
1
Selenotholus 
2
Bonnetina
3
Eucratoscelus
1-3-4
Ischnocolus 
2
Paraphysa
3
Selenotypus
3
Brachionopus
3
Eumenophorus
1-5
Lampropelma
5
Phlogiellus
2
Sericopelma
2
Brachypelma
2
Eupalaestrus
2
Lasiodora
3
Phoneyusa
2
Spelopelma
?
Cardiopelma
3
Euphrictus
2
Lasiodorides
2
Phormictopus
3
Sphaerobothria 
3
Ceratogyrus
2
Grammostola
3
Loxomphalia 
5
Phormingochilus
2
Stichoplastoris
1-2
Chaetopelma
2
Hapalopus
3
Loxoptygus
2
Plesiopelma
2
Stromatopelma
1
Chilobrachys
2
Hapalotremus
1
Lyrognathus 
1
Plesiophrictus
2
Tapinauchenius 
2
Chromatopelma
1
Haploclastus
2
Megaphobema
1
Poecilotheria 
2
Theraphosa
2
Citharacanthus
1
Haplocosmia
2
Melloleitaoina 
?
Polyspinosa 
2
Thrixopelma 
3
Citharischius
1-5
Haplopelma
2
Metriopelma
2
Proshapalopus 
1
Thrigmopoeus 
5
Citharognathus
3
Harpactira
1-3
Monocentropus
2
Psalmopoeus 
2
Tmesiphantes 
2
Clavopelma
3
Harpactirella
3
Myostola
2
Pseudhapalopus 
2
Vitalius
5
Coremiocnemis
2
Hemiercus
3
Nesiergus 
2
Pseudotheraphosa
2
Xenesthis 
2
Crassicrus  
2
Hemirrhagus
?
Nesipelma
3
Pterinochilus
NOTA: se segnalato in neretto, una o più specie di questa famiglia sono state schedate.


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