Il "sessaggio" delle tarantole.
di Fabio De Vita

La determinazione del sesso delle tarantole è una cognizione essenziale dell'allevatore alla quale si arriva con molta pratica.

La struttura anatomica dei due sessi, quando questi abbiano raggiunto la maturità sessuale, è diversa e permette una facile identificazione. Il maschio è generalmente molto più snello, con arti più sviluppati; inoltre sono presenti alle estremità dei pedipalpi, gli organi copulatori, detti bulbi palpali che, in funzione della specie, hanno forma più o meno simile ad un'ampolla.
In alcuni casi poi, ad esempio alcune specie del genere Poecilothera, il dimorfismo sessuale è molto accentuato anche negli esemplari subadulti che possono essere caratterizzato da una livrea completamente diversa oppure da sfumature chiaramente dissimili.

Dimorfismo a parte, quando i ragni raggiungono una discreta taglia, anche se subadulti, posso essere “sessati” (temine di uso comune in aracnologia che indica la determinazione del sesso) osservando il solco epigastrico, ovvero l'apertura dei genitali. La femmina ha sempre un'apertura più marcata dalla quale spesso sporge come una specie di “labbro”; inoltre la disposizione delle “setae” epigastriche è chiaramente differenziata in funzione del sesso. Ovviamente per determinare il sesso in questo modo occorre avere una certa esperienza e fare molta pratica su numerosi esemplari di diverse specie.

 



Nell'immagine (evidenziata dalla freccia) si nota la spermateca di una Theraphosa blondi. Com'è possibile constatare, essa ha forma ellittica, di aspetto coriaceo ed è posizionata nella zona compresa tra i due polmoni a libro anteriori.
fotografia di Matteo Grotto
 
L'unico modo per avere la certezza assoluta del sesso di una tarantola subadulta è comunque, in definitiva, l'ispezione dell’esuvio (la vecchia “pelle” del ragno, dopo una muta). A partire dai 2-3 cm di dimensione del ragno la cosa è certamente fattibile ma, man mano che la taglia diminuisce, le difficoltà aumentano in modo esponenziale (difficoltà a distendere l’esuvio, necessità di lenti di ingrandimento, etc.).
Nella parte interna dell’esuvio, si trova l'apertura genitale, posizionata in mezzo al paio di polmoni a libro più vicini all'opistosoma. L'esemplare femmina presenterà la spermateca, una sorta di “tasca” (assomiglia ad una linguetta coriacea) che si protende verso l’esterno. In funzione della specie la forma sarà diversa; è questa una chiave primaria per la classificazione dei ragni. Ma per il nostro intento di sessaggio ci soffermiamo solo sulla sua presenza o meno. Ovviamente nel caso questa escrescenza non sia presente, l'esemplare sarà indubbiamente maschio. Ricordiamo, a questo proposito, che la spermateca è completamente sviluppata solo nelle femmine adulte, per cui, se l’esuvio dell'esemplare esaminato è molto piccolo, potrebbe essere appena accennata e non completamente formata.
In alcuni casi, soprattutto per quanto riguarda le specie scavatrici, l’esuvio della muta viene buttato fuori dalla tana dopo un certo periodo di tempo e risulterà troppo secco per un esame diretto. Per poter procedere al sessaggio sarà necessario metterlo in una scatoletta non aerata con della carta assorbente come fondo e sopra una fonte di calore. Dopo qualche ora la pelle tornerà morbida e adatta al nostro scopo.

L’abilità nel sessaggio è una capacità essenziale dell’allevatore esperto che potrà così pianificare le sue riproduzioni ed avere pronti esemplari di taglie diverse che gestirà in funzione dei tempi di maturazione dei suoi riproduttori.

Fabio De Vita

 

Grammostola aureostriata
(1. femmina e 2. maschio su tela spermica) - fotografie di Daniela Dattrino

 

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