In queste pagine troverete alcune indicazioni di base per il corretto allevamento delle tarantole in cattività.

Ma prima di cominciare è assolutamente necessario importante raccomandazione. Allevare una tarantola, non è un gioco e nemmeno la moda di un momento. Le tarantole hanno bisogno di cure particolari ed è indispensabile una conscenza approfondita delle loro abitudini: pensateci bene prima di decidere di adottare una tarantola e leggete attentamente quanto scritto di seguito. La tarantola NON è un canarino, nè tantomeno un cucciolo.



La bellissima batteria di terrari "da camera" del nostro moderatore Fabio De Vita.

IN ALLESTIMENTO I "NOSTRI" TERRARI
 

I ragni sono entomofagi. Ovvero si nutrono principalmente di altri artropodi (e a volte non solo) tra cui i rappresentanti della loro stessa specie. E' per cui necessario DIVIDERE con attenzione gli spazi che dedicherete ai vostri esemplari. A parte durante il breve lasso di tempo dell'accoppiamento, i ragni devo rimanere assolutamente separati.
Il sistema migliore per mantenere una tarantola è il terrario.

IL TERRARIO

Quando si prepara un terrario dobbiamo come prima cosa tenere a mente che esso dovrà, con la migliore approssimazione di cui siamo capaci, ricostruire l'ambiente naturale in cui vive l'esemplare ospitato. Per cui, in funzione di temepratura, umidità e soprattutto abitudini del ragno, prepareremo - in genere - tre tipologie di terrari: per ragni terricoli, per arboricoli e per scavatori.

Il terrario dunque, quando assomiglierà ad una piccola porzione dell'ambiente naturale della tarantola ospite, diverrà il luogo prediletto in cui allevare il nostro esemplare. E' consigliabile usare un terrario in vetro, anche se spesso vengono usati i faunabox in plastica, meno costosi e fragili, ottimi per i ragni più piccoli.
Le migali non necessitano di molto spazio. L'esperienza degli allevatori (e la letteratura specializzata) spiegano che un modesto terrario di 20 x 30 cm dovrebbe essere sufficiente per la maggior parte delle specie.
L'altezza non dev'essere eccessiva per i ragni terricoli (max. 30 cm dal substrato, per minimizzare il rischio cadute) mentre dev'essere chiaramente maggiore per i ragni arboricoli (40-80 cm) in modo che possano arrampicarsi e creare le loro ragnatele tubulari.
Una "regola" che possiamo tenere a mente per calcolare la dimensione di un terrario in funzione di quella del ragno è da 4 a 8 volte la dimensione del ragno legspan.

Per le specie terricole, le più interessate dall'allevamento dei novizi, un letto di torba muschiosa irlandese (recuperabile presso i negozi di floricultura, ovviamente NON concimata) di qualche cm di spessore sarà più che sufficiente, eventualmente corredata di qualche sasso piatto e liscio. Spesso vengono usati altri materiali (vermiculite, sabbia mista a terriccio, etc.) ma la torba rimane una delle scelte migliori per rapporto corto/prestazioni/gradimento dell'animale. Per le specie arboricole non dovrà mancare una corteccia (o altro materiale conforme) per arrampicarsi e creare la tana tubolare. In questo caso il substrato ha importanza minore. Alcune specie scavatrici [burrower] costruiscono tane interrate e che hanno bisogno di un letto di terriccio più spesso (dai 10 ai 40 cm) per potervi ricavare un adeguata dimora. Molti allevatori usano prefabbicare le tane per le "scavatrici" usando i panettoncini verdi da fioraio, ma tali oggetti non sono l'ideale per via dell'alta friabilità di tali materiali che potrebbero soffocare il ragno. Il consiglio è lasciare fare all'aracnide.

TEMPERATURA E UMIDITA'

Ogni ragno ha un suo habitat specifico, e sarà necessario, in funzione della specie che si decide di allevare, informarsi delle condizioni ottimali consigliate, sia per temperatura media che per umidità relativa. E inoltre importante NON sottoporre gli esemplari a incostanza con sbalzi di temperatura e umidità troppo repentini.

I sistemi per gerantire una corretta temperatura sono in genere due: il tappetino riscaldante e il cavetto termico. Collegati ad un buon termostato saranno in grado di garantire al ragno una valida condizione ambientale, in termini di calore. In genere vengono posizionati sotto il terrario o sulla parete posteriore (sempre all'esterno del terrario!).
Alcuni allevatori (molto pochi a dire il vero) usano le lampadine termiche (in vetro o veramica). Queste costano molto poco e sono molto efficienti per l'allevamento di rettili. Non sono l'ideale per gli aracnidi, in quanto trattasi di animali crepuscolari (che detestano l'irraggiamento diretto proprio di lampadine - seppur a bassa luminosità o schermate). L'unico uso che crediamo possibile per la lampadina è il suo posizionamento fuori dal terrario, a riscaldare una parete opaca, aderente a uno dei lati, che cederà calore per conduzione e convezione, come fosse un tappetino. Altri utilizzi, specialmente all'interno del terrario sono sconsigliati.

Piu complicato il discorso sull'umidità relativa. Molti ragni hanno infatti bisogno di UR piuttosto elevate (70-90%). Un buon sistema per ben cominciare ad affrontare il problema è fornire al ragno un recipiente d'acqua la quale, per via della temperatura del terrario, tenderà ad evaporarare modificando il microclima interno. Bisognerà fare alcune prove con un igrometro (se ne trovano di convenienti dal fiorista), per stabilire una quantità d'acqua precisa. Le eventuali correzioni potranno essere eseguire tramite un vaporizzatore per piante, mai spruzzando direttamente sul ragno.

ATTENZIONE: l'umidità eccessiva è altresì da evitare, specie in condizioni di ristagno d'aria, in quanto il substrato potrebbe diventare terreno fertile per funghi, miti e acari, con gravissime conseguenze per il ragno. Quando si hanno esemplari che richiedono alti tassi di umidità sarà dunque indispensabile allestire un efficiente sistema di prese d'aria (in punti del terrario opportunamente scelti) per garantire il ricircolo d'aria.

Come si può facilmente capire, bilanciare tutti questi elementi può essere piuttosto complicato. Questo è uno dei motivi per cui, finché non si è preso dimestichezza con tutte queste problematiche è consigliati ai principianti ragni "resistenti", come la Grammostola Rosea. Pian piano si passerà a ragni con necessità più complesse.

 

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